Tiziano Vecellio


Tiziano Vecellio nacque a Pieve di Cadore, cittadina dolomitica ai confini dei domini della Serenissima, dal casato Vecellio, famiglia nota e agiata, dedita per generazioni al giureconsulto ed all’amministrazione locale, ma anche all’arte, avendo espresso solo tra la fine del XV e la prima metà del XVII secolo nove pittori. L’anno è ancora un’incognita anche se dovrebbe attestarsi tra il 1488/1490. Fu un pittore della Repubblica di Venezia.

Nella prima infanzia abbandonò il tetto materno per andare a Venezia dove apprese le prime tecniche e venne poi messo a bottega dal pittore Bellini, pittore ufficiale di Stato. L’identità veneziana di Tiziano si riaffermò nel 1513 quando l’artista rifiutò il trasferimento a Roma chiesto da Leone X e inviò al Consiglio dei Dieci una lettera per divenire pittore ufficiale della Serenissima sostituendo il Bellini. La richiesta che venne accolta solo dopo la morte di quest’ultimo nel 1516. Ricoprì la carica per settanta anni ed investì i guadagni nel legname cadorino, necessario alla Repubblica di Venezia per le sue flotte.

L’artista viene ricordato per il tocco del colore, definito colore tonale, insieme al Giorgione, di cui è stato allievo.  La rivoluzione della pittura stette nel fatto di dare più importanza al colore, di cui fece un uso personalissimo. Il Tiziano, innovatore e poliedrico, non si limitò al vivere di pittura ma instaurò un’azienda nel Cadore e fu un ottimo imprenditore.

Tiziano con la maturità artistica lasciò la spazialità bilanciata, il carattere solare e fastoso del colore del Rinascimento, per il  dinamismo e l’uso del colore e della luce. Morirà a Venezia, 27 agosto 1576.

Da visitare:

PIEVE DI CADORE

  • Piazza Tiziano con monumento
  • Casa natale di Tiziano Vecellio
  • Chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente

Madonna con Bambino tra i Santi Tiziano e Andrea e un accolito” del 1565 – 1566 ca.

ZOPPE’ DI CADORE

  • Chiesa di Sant’Anna

“Madonna con Bambino in trono e santi Matteo, Anna e Girolamo” della prima metà del XVI secolo

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