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Cortina D’Ampezzo – La Regina delle Dolomiti

Cortina d’Ampezzo, soprannominata la “regina delle Dolomiti”, è senza dubbio il più famoso dei comuni del Cadore. La cittadina è situata al centro della Conca d’Ampezzo, nell’alta Valle del Boite ed il centro urbano, si trova all’incirca a 1 224 m d’altitudine. La sua fama inizia dopo le Olimpiadi invernali del 1956, diventando ambita meta turistica anche tra i VIP.
Delle vette che circondano il paese, si ricordano le Tofane a ovest, il Pomagagnon a nord, il Cristallo a nord-est, il Faloria e il Sorapiss a est, il Becco di Mezzodì, la Croda da Lago e il gruppo del Nuvolau a sud.  Dalle formazioni geologiche presenti all’interno del parco naturale regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, che sono di chiara origine sedimentaria Le rocce sono risalenti ad un periodo compreso tra il Triassico medio (230 milioni di anni fa) e il Cretacico superiore (90 milioni di anni fa) dell’era mesozoica, principalmente esse sono rocce calcaree.
Il luogo è ricco di corsi d’acqua e piccoli bacini: le fonti del Rufiédo, del Felizón e del Boite sono caratteristiche per la loro derivazione da condotte sotterranee carsiche. I torrenti come il Boite e il Fanes scorrono in ampi alvei che formano delle piccole cascatelle. Il rio Travenanzes e il rio Felizón, al contrario, scorrono in profondità scavate nella dolomia (la roccia delle Dolomiti). Vi sono nella zona anche molti altri piccoli ruscelli come la Ruoiba e il Ru dei Cavai. La maggior parte di queste acque confluisce nel torrente Boite.
Nonostante la scarsità della portata d’acqua e della permeabilità delle roccie, si possono trovare alcuni piccoli invasi lacustri, collocati sia ad alte quote che a fondovalle, dati dalla impermeabilizzazione del fondo di alcune depressioni o dallo sbarramento artificiale dei torrenti. Queste anomalie tra le roccie rende tutto il terittorio interessante a livello naturalistico. In alcune zone del monte Cristallo, delle Tofane e di altre vette ampezzane, a quote comprese tra i 2800 ed i 3 200 m d’altitudine, è possibile vedere dei piccoli ghiacciai.
Questo è permesso anche dal clima ampezzano, a metà tra quello oceanico, quello della zona subalpina, ed il continentale, tipico delle vallate alpine più interne e riparate.Le estati sono fresche ma brevi e gli inverni assai lunghi e rigidi. Le mezze stagioni, invece, sono generalmente piuttosto umide e piovose, fredde e molto ventilate.

cortina d'ampezzo
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Monumenti e luoghi d’interesse:

La basilica minore dei Santi Filippo e Giacomo, patroni di Cortina,  è sede della parrocchia è il vanto della comunità.

La chiesa della Madonna della Difesa con l’annesso cimitero comunale, in località Bigontina. È dedicata alla Madonna della Difesa, culto molto sentito grazie a due miracoli della Madonna avvenuti nel 572 e nel 1412 in difesa della popolazione locale. Costruita nel 1750 sopra un precedente sacello del 1300 ca., è caratterizzata sulla facciata a capanna da un affresco dedicato alla Madonna della Difesa. Gli interni presentano molte statue, dipinti, marmi policromi e foglie d’oro.

La cappella di Sant’Antonio da Padova, nella frazione di Chiave, fu edificata nel 1790. Dopo un incendio provocato dalle truppe di Napoleone che distrusse l’intera frazione di Chiave fu ricostruita nel 1809. Oltre all’edificio, il Santo è legato al paese attraverso la festa a lui dedicata il 13 giugno. La Cappella con una navata unica  possiede un soffitto in pietra appoggiato su un largo cornicione. Nella chiesa vi sono due busti lignei raffiguranti il Cristo flagellato e santa Caterina, una pala di sant’Antonio di un artista locale e un altare ligneo riccamente lavorato.

Cappella della Beata Vergine di Lourdes è stataTerminata nel 1907, presso Grava di Sotto, è una chiesetta particolare poichè vi è al suo interno una ricostruzione scultorea di una delle apparizioni della Nostra Signora di Lourdes a Bernadette Soubirous. Ai lati dell’abside si possono vedere due statue raffiguranti l’arcangelo Michele e santa Lucia. La cappella è decorata dall’artista Pitscheider.

La chiesa di San Nicolò, San Biagio e Sant’Antonio Abate si trova nella frazione di Ospitale. Fu consacrata il 30 ottobre 1226 ed è edificata ai confini del territorio ampezzano. Li vicino vi era nel 1000 d.c. era un ospizio che dava ricovero ai viandanti, ai pellegrini e a coloro che, percorrendo questa strada, si dirigevano dalla Germania alla Repubblica di Venezia e viceversa. La dedica a San Nicolò è appunto dovuta all’essere patrono dei viandanti. Fu ricostruita in parte nel 1572. All’interno sono conservati antichi affreschi di grande valore, incisioni ed iscrizioni.

La cappella della Santissima Trinità a Maion  risale alla fine del 1704. Essa è legata alla famiglia “de Zanna” ed al loro castello. La chiesetta fu eretta per volontà di Giovanni Maria e Pietro de Zanna. Fu proprio il primo, postumo all’assegnazione del titolo di “Nobile di SS. Trinità e Pietra Reale” nel 1692 dall’imperatore Leopoldo I, a intitolarne la cappella. Esternamente dotato di un porticato , all’interno è decorato da due altari lignei ed un dipinto di Agostino Ridolfi.

La chiesa di San Rocco si trova a Zuel di Sopra. Il santo era venerato poichè si diceva proteggesse dalla peste. Consacrata il 10 settembre 1604, la chiesa è costruita in stile tirolese, con il particolare campanile “a cipolla”. Internamente si può vedere il Crišto de Zuel, crocifisso del XVII secolo il quale fu rinvenuto presso una stalla nel 1695.

La chiesetta di San Francesco, al centro di Cortina, è una cappella privata, della famiglia dei Costantini. Antecedente al 1396, essa è rimasta tale e quale, tranne per la grotta di Lourdes fatta costruire nel 1913 sulla parete destra della navata. Assolutamente da vedere sono gli affreschi trecenteschi sul fondo del presbiterio.

La chiesa di Santa Giuliana in Alverà fu consacrata il 5 settembre 1716. Di aspetto settecentesco, l’interno è composto da un’unica navata. L’altare, in legno lavorato rende unica questa chiesa. Troviamo anche in questa chiesa una pala di scuola veneta risalente al 1692 che raffigura Santa Giuliana di Nicomedia. Nel fianco sinistro della struttura vi è una teca con la “Madonna col melograno” del XVI secolo.

Ciaṣa de ra Regoles, in italiano Casa delle Regole, è un edificio situato a metà del corso principale del paese, nonchè ex sede dell’istruzione elementare. La Casa delle Regole presenta al suo interno gli uffici della Comunanza Regoliera, ma anche  il Museo d’arte moderna Mario Rimoldi, uno dei tre musei delle Regole d’Ampezzo (gli altri due sono il Museo paleontologico Rinaldo Zardini e il Museo etnografico Regole d’Ampezzo).

Comun Vècio non è altro che il vecchio municipio. Tale edificio si affaccia su piazza Roma ed è oggi sede della biblioteca civica e della banda cittadina. Sui quattro lati sono rappresentati gli stemmi araldici delle famiglie ampezzane, dei sei sestieri e delle undici regole.

Alexander Girardi Hall è un centro congressi importante poichè ospita mostre ed eventi e promuove attività culturali legate al territorio. L’edificio inoltre ospita gli altri due Musei delle Regole d’Ampezzo:
Museo paleontologico Rinaldo Zardini, esso contiene centinaia di fossili, radunati e catalogati dal fotografo omonimo. Tutti questi reperti raccontano di come un tempo queste montagne fossero il fondale di un grande mare tropicale, popolato da invertebrati marini, pesci, coralli e spugne.
Museo etnografico Regole d’Ampezzo, strutturato all’interno di una segheria ristrutturata. Qui sono raccolti oggetti della vita quotidiana, contadina e pastorale, oltre ad oggetti religiosi e utensili agricoli.

Forte Tre Sassi è un forte eretto in epoca austro-ungarica (1897) presso il Passo Valparola, è collocato tra il Sass de Stria e il Piccolo Lagazuoi, serviva per controllare  il passo Falzarego e la Val Badia in Alto Adige.
Esso è uno delle tante fortificazioni fatte edificare tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo dagli austro-ungarici.
Fu inutilizzabile dopo un bombardamento italiano nel luglio del 1915 e rimase invariato fino a quando venne restaurato dalle Regole d’Ampezzo assieme alla famiglia Lacedelli. Il Forte Tre Sassi ospita reperti della Grande Guerra.
Castello di Botestagno  è un piccolo forte d’età medievale in località Prà del Caštel.
Si ritiene che in origine fu costruito dai Longobardi in legno tra il VII e l’VIII secolo, successivamente mutato in pietra nell’XI secolo. Passato di mano in mano, dai tedeschi, al patriarcato di Aquileia, sino ai Caminesi (XIII secolo) per finire poi in mano a Venezia ed agli Asburgo. Oggi restano solo le cantine e le fondamenta del castello.

Castello de Zanna è una piccola fortezza, situata in località Minel, fu costituito con basse mura perimetrali e due candide torrette angolari, sulla presunta facciata principale si erige una piccola cappella dedicata alla Santissima Trinità. Per volontà di Zamaria Zanna  nel 1694, la costuzione ne fu abbandonata e nel 1809, venne bruciato dalle truppe napoleoniche che avevano invaso l’area. Da allora il castello si presenta come una piccola e bianca fortezza diroccata.
Sacrario militare di Pocol sorge a quota 1.535 m s.l.m., presso la SS 48 delle Dolomiti in direzione di Passo Falzarego, in località Pocol. Edificato nel 1935 come monumento funebre alle migliaia di caduti della grande guerra sul fronte dolomitico, questo austero sacrario è costituito principalmente da due parallelepipedi orizzontali di differente grandezza posti l’uno sopra l’altro, su cui s’innalza una massiccia torre quadrangolare in pietra, ben visibile da tutta la sottostante conca ampezzana. Sul retrostante piazzale, a destra, si affaccia una piccola chiesetta, costruita nel 1916 quale cappella del vecchio cimitero militare dagli alpini del 5º gruppo.

Conserva le misere spoglie di 9.707 caduti italiani, di cui 4.455 rimasti ignoti, e di altri 37 caduti austro-ungarici noti. In una cripta situata al centro della struttura, sotto il sarcofago in pietra del “Fante morto”, riposa il corpo del generale Antonio Cantore, insignito della medaglia d’oro al valor militare.

cortina d'ampezzo
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Aree naturali

Parco naturale regionale delle Dolomiti d’Ampezzo
L’area protetta del Parco naturale regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, interamente compreso all’interno del comune di Cortina, si estende a nord dell’abitato di Cortina d’Ampezzo fino al confine con la regione Trentino-Alto Adige, inserendosi nel Parco naturale di Fanes – Sennes e Braies, con il quale forma un più esteso comprensorio naturalistico dalle caratteristiche ambientali simili, dell’ampiezza totale di circa 37.000 ha.
Il parco, che copre un’area complessiva di 11.200 ha, è stato ufficialmente istituito il 22 marzo 1990 con Legge Regionale n. 21 della regione Veneto. Nato con il consenso dell’Assemblea generale dei Regolieri, è stato affidato in gestione dalla Regione Veneto alla Comunanza delle Regole d’Ampezzo.
Il territorio del parco comprende molti famosi gruppi dolomitici: il Cristallo, le Tofane, la cima Fanes, il Col Bechei e la Croda Rossa, rispettivamente divisi dalla Val Travenanzes, dalla Val di Fanes, dall’alta Valle del Boite e dalla Val Felizon.
Alcuni di questi massicci presentano vette che superano i 3.200 metri s.l.m. e racchiudono nelle rientranze dei loro versanti settentrionali alcuni piccoli ghiacciai. Le valli sono strette e formano degli spettacolari orridi naturali in prossimità della comune confluenza, in corrispondenza della quale è situata l’entrata principale del parco, e si aprono in vasti altipiani a pascolo verso le quote più alte. Altri due solchi vallivi costituiscono i limiti meridionali dell’area. Il parco è poi delimitato dalla valle del rio Falzarego ad ovest e dalla Val Padeon ad est. All’interno del parco vi sono ben diciannove strutture turistiche, tra ristoranti e rifugi alpini.

Importante è la Biblioteca Civica, la quale detiene un patrimonio di oltre 26000 libri.

Cinema e Fiction

Cortina, per la sua posizione e rinomanza è stata scelta come location di vari film e serie televisive come Cliffhanger – L’ultima sfida con Sylvester Stallone (1993), La Pantera Rosa (1963), con David Niven e Peter Sellers passando a film più datatti come Mercoledì delle ceneri (1973), con Elizabeth Taylor ed Henry Fonda, James Bond Solo per i tuoi occhi (1981), con Roger Moore.

Non mancano i film comici e commedie come Fantozzi in paradiso (1993), Vacanze di Natale (1983) e Vacanze di Natale 2000 (1999) e  molti altri film con grandi attori come Vittorio De Sica, Totò e Peppino,Alberto Sordi

Come serie TV ricordiamo: Un ciclone in famiglia.

L’artigianato  Locale

Di grande fama godono anche gli artigiani del luogo esperti nella lavorazione del legno per arredo, la produzione di stufe in maiolica, la produzione di oggettistica (ferro, rame e vetro), la tecnica d’intarsio e musiva, la scultura del legno e la fotografia professionale, legata anche all’industria ottica del Cadore.

Turismo invernale

Famosissima per le sue piste da sci, tra le più impegnative e panoramiche di tutte le Dolomiti, Cortina offre infrastrutture ed edifici sportivi: gli impianti di risalita superano la trentina, tra le quali quattro funivie, più di venti seggiovie e una decina sciovie;

Il numero delle piste è enorme, concentrate soprattutto in Tofana e nei comprensori Cortina Cube (Mietres – Cristallo – Faloria) e Cinque Torri – Col Gallina – Lagazuoi. L’area è denominata Olimpia Superski, e comprende il Dolomiti Superski, il più esteso carosello sciistico del mondo.
Oltre 80 le piste da sci, per un totale di oltre 140 km. Per chi cerca lo sci di fondo, invece, Cortina offre 58 km complessivi, in località Fiames e sulla Ciclabile delle Dolomiti.

Gli appassionati dello snowboard hanno la possibilità di praticarlo nel “Cortina Snowpark” aperto nel gennaio del 2011 in zona Tofana, nei pressi di Socrepes (pista San Zan). 500 metri di impianto da raggiungersi in seggiovia, suddiviso in due aree di diversa difficoltà:
Easy Line, dedicata ai principianti;
Media Line, solo per snowboarder più esperti.

D’estate si pratica escursionismo attraverso le valli ed i boschi limitrofi e ciclismo nelle apposite piste ciclabili.

Cortina storicamente è sempre stata importante per gli eventi sportivi invernali, in tutte le discipline. Infatti nella località vi sono numerose scuole di sci:
Lo Sci Club Cortina, dal 1903, che è uno dei più antichi d’Italia, insignito della Stella d’oro al merito sportivo dal CONI.
La Scuola Sci Cortina, fondata nel 1933, fu la prima società con l’autorizzazione della F.I.S.I..
La Scuola di Sci Azzurra Cortina, fondata nel 1979.

Lo Sci Club Drusciè, istituito nel 1995.

Lla Scuola Sci Cristallo & Snowboard, del 1997, e la Scuola Snowboard Boarderline, datata 2001 specializzata nello snowboard.

Impianti sportivi

Sul pendio del Zuel si erge il trampolino olimpico Italia, divenuto uno dei simboli di Cortina. Un trampolino in legno per il salto con gli sci, utilizzato principalmente per gli allenamenti degli atleti. La moderna struttura, invece, fu edificata nel ’55 in funzione dei VII Giochi olimpici invernali.
Nel periodo estivo, la pista di atterraggio viene usata per partite di calcio di squadre locali o funge da percorso per un concorso ippico di salto ostacoli.
Pista Olimpica di bob
Sita in località Ronco, è intitolata al bobbista ampezzano Eugenio Monti vincitore del primo titolo olimpico italiano della specialità, eretta sempre per l’evento olimpico del 1956. Purtoppo l’impianto non è più attivo.
Stadio del tennis
Lo Stadio del tennis, intitolato ai fratelli campioni di hockey su ghiaccio negli anni quaranta, i fratelli Apollonio, viene costruito alla fine degli anni venti come primo stadio del ghiaccio di Cortina. Sul finire degli anni trenta vennero completati e aperti alcuni campi da tennis. Sostituito allo scopo dal 1956 dal nuovo Stadio Olimpico del Ghiaccio, ora dispone di cinque campi da tennis scoperti, due in terra rossa e tre in erba sintetica.
Stadio Olimpico del Ghiaccio
Lo Stadio Olimpico del Ghiaccio, inaugurato appunto per le olimpiadi invernali del 1956, ospitò le celebrazioni di apertura e di chiusura dell’evento mondiale.
L’edificio, di cemento armato e rivestito in legno, è stato chiuso nei decenni con l’ausilio di una moderna struttura in vetro e acciaio al fine di poterne usufruire anche in condizioni di maltempo. Con 4.320 m2 di superficie, posside una capacità di pubblico di 7.000 spettatori (2.000 nelle gradinate e 5.000 in tribuna).
In uso alle attuali Società Sportive di hockey su ghiaccio, broomball, curling, short track e pattinaggio artistico, durante il periodo estivo si ravviva attraverso i numerosi spettacoli musicali.

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