Calalzo di Cadore


Situato sulle sponde occidentali del lago di “Centro Cadore”, all’ingresso delle valli d’Oten e Molinà, è un ottimo punto di partenza per escursioni nell’impervia e selvaggia Val d’Oten, al rifugio Galassi sull’Antelao oppure ai piedi delle Marmarole, alla Capanna degli Alpini o alla Cascata delle Pile.

Calalzo di Cadore è l’ultima stazione ferroviaria della provincia di Belluno e da questa località si dirama una pista ciclabile, che offre scorci emozionanti, e che permette di raggiungere, pedalando per 35 km, a Cortina d’Ampezzo, per poi proseguire verso Dobbiaco in Alto Adige. Il percorso è stato realizzato sulla vecchia linea ferroviaria Calalzo-Cortina, del 1915, caduta in disuso negli anni Sessanta.

A Calalzo di Cadore potrete recarvi nell’area naturalistica, termale e archeologica di Lagole, nota come “la fonte della civiltà del Cadore”. In questa zona, tra boschi e sentieri di montagna, troverete una grande vasca termale naturale, con acque ricche di sostanze solforose. Nei dintorni di quest’area è stata rinvenuta una stipe votiva di origine paleoveneta che comprova la presenza di un antico luogo di culto e l’uso terapeutico delle acque da almeno 2500 anni.

A Calalzo di Cadore potrete ammirare la collezione Pino del Favero, composta di oltre 2000 pezzi. Questa raccolta presenta uno spaccato interessante non solo degli attrezzi e dei materiali necessari alla costruzione degli occhiali, ma anche un grande numero di oggetti che raccontano la vita, il lavoro e la storia economica del Cadore dal 1872 (anno in cui nella fucina di Giovanni Lozza viene partorita l’idea di iniziare la lavorazione dell’occhiale) agli anni 60′. Sono state inoltre allestite delle bacheche in cui sono raccolti degli utensili di cui solo i visitatori più anziani hanno memoria.

Da Vedere:
– Chiesa di San Biagio
– Le sorgenti del fiume a Lagole
– La chiesetta di S. Giovanni Battista, sul punto più alto del paese
– La chiesetta del Caravaggio, lungo la strada per Praciadelan

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